cosa portare in aereo dalle eolie
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Portare cibo in aereo dalle Eolie: cosa si può e cosa no

Alle Eolie non c’è un aeroporto: si riparte in aliscafo verso Milazzo, o in nave, e il volo si prende a Catania, a Palermo o a Reggio Calabria. Tra la spesa fatta al mercato di Lipari e il controllo di sicurezza passano quindi parecchie ore: abbastanza per accorgersi troppo tardi che il vasetto di pesto in cabina non ci può salire.

Qui trovi cosa si può portare, dove va messo e come imballarlo per non ritrovarsi la valigia unta.

La regola che conta: cento millilitri nel bagaglio a mano

Nel bagaglio a mano liquidi, creme, gel e paste devono stare in contenitori da massimo 100 ml, raccolti in una busta trasparente richiudibile da un litro. Conta la capienza del contenitore, non quanto è pieno: un vasetto da 200 ml riempito a metà viene fermato lo stesso.

Alcuni aeroporti hanno installato scanner di nuova generazione che permettono di superare il limite. In Italia sono operativi a Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Milano Linate, Bologna e Torino, ognuno con le sue eccezioni. A Catania Fontanarossa gli apparecchi ci sono ma non sono ancora attivi. Per chi torna dalle Eolie, quindi, la regola dei 100 ml resta quella da seguire.

Cosa deve andare in stiva

Tutto quello che si versa, si spalma o galleggia in un liquido:

  • olio extravergine, anche in lattina;
  • vino e Malvasia;
  • pesto di capperi, patè e creme spalmabili;
  • capperi e cucunci in salamoia o sott’aceto;
  • conserve di pomodoro, miele, confetture;
  • ricotta e formaggi freschi.

Cosa puoi tenere con te

Tutto ciò che è asciutto passa senza problemi: capperi sotto sale, pomodori secchi, origano, mandorle, pane, dolci da credenza come piparelli, sesamini e nacatuli, salumi e formaggi stagionati sottovuoto. Se hai un solo bagaglio a mano, è da qui che conviene far partire la lista della spesa.

Vino e Malvasia: quante bottiglie

Le bottiglie viaggiano in stiva. Il limite dei 5 litri a passeggero riguarda le bevande tra 24 e 70 gradi in confezione originale: la Malvasia delle Lipari resta quasi sempre sotto quella soglia, anche nella versione liquorosa, quindi non rientra in quel conteggio.

Sui voli nazionali non ci sono dogane. Viaggiando tra paesi dell’Unione europea i quantitativi indicativi per uso personale sono larghi: 90 litri di vino, 20 di vino liquoroso, 10 di superalcolici. Numeri lontanissimi da una valigia di ritorno.

Come imballare per non fare danni

  • Chiedi il sottovuoto in negozio: vale per formaggi, salumi e pomodori secchi.
  • Sigilla i tappi con nastro adesivo e infila ogni vasetto in un sacchetto richiudibile.
  • Le bottiglie vanno al centro della valigia, avvolte nei vestiti, mai contro il bordo rigido.
  • Per l’olio la lattina è più sicura del vetro, e pesa meno.
  • Il sale dei capperi assorbe l’umidità: il vasetto va chiuso bene, o il resto della valigia lo sentirà.

Se voli fuori dall’Unione europea

Molti paesi vietano l’ingresso di carne e latticini di provenienza estera, anche sottovuoto e anche in piccole quantità. Capperi, conserve vegetali, olio e vino di solito passano, ma le regole le fa il paese di arrivo: se la destinazione è fuori dall’Unione, conviene controllare sul sito della sua dogana prima di comprare.

In breve

  • Asciutto in cabina, liquido in stiva: è la regola che risolve il novanta per cento dei dubbi.
  • Cento millilitri per contenitore nel bagaglio a mano, a Catania e Palermo ancora senza eccezioni.
  • Vino e Malvasia non hanno limiti pratici per un viaggio personale.
  • Sottovuoto, nastro sui tappi e bottiglie al centro della valigia.

Se stai ancora decidendo cosa mettere in valigia, la lista ragionata è nella guida su cosa portare a casa dalle Eolie.

 

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