Il cappero eoliano sbarca su McDonald’s


Il cappero eoliano sbarca su McDonald’s

Mentre il cibo viaggia veloce sulle tavole globali e cresce il desiderio di tornare ai sapori autentici dei territori, una notizia sorprende e incuriosisce: McDonald’s Italia ha deciso di portare oltre 370 chilogrammi di cappero eoliano nei suoi menu. Un gesto forte, simbolico, che racconta molto più di una scelta di gusto: parla di territorio, di giovani imprenditori, di filiera, e di un piccolo fiore soprannominato “l’oro verde delle Eolie”, che da secoli è parte della vita e dell’identità di queste magiche isole.

Un accordo che unisce industria e territorio

La notizia è stata resa ufficiale attraverso una nota congiunta da parte di McDonald’s Italia, del consorzio del Cappero delle Isole Eolie DOP e dei partner dell’iniziativa: Fondazione Qualivita e Giallo Zafferano. La collaborazione fa parte della linea McChicken Variation, e ha un valore che va ben oltre i numeri.

«Il cappero delle Eolie rappresenta gusto e qualità che da sempre contraddistinguono il nostro Paese», ha dichiarato Giorgia Favaro, amministratrice delegata di McDonald’s Italia. «Un ingrediente così piccolo ma grande nel sapore, una chicca tipica di queste isole. Inaugurare questa collaborazione è per noi motivo di grande orgoglio, perché ci permette di rafforzare il nostro impegno nella valorizzazione degli ingredienti DOP e IGP e della filiera agroalimentare italiana».

L’entusiasmo è condiviso anche da Lorenzo Cortese, presidente dell’associazione per la tutela del cappero, che ha definito l’accordo «una preziosa opportunità per far conoscere al mercato nazionale un prodotto dalle qualità uniche».

Il cappero eoliano: un simbolo identitario

Concentrato di sapore, il cappero eoliano è storia e biodiversità. Cresce in condizioni climatiche estreme, sui pendii scoscesi e assolati delle isole, e richiede una lavorazione manuale meticolosa. È proprio questo contesto a renderlo così prezioso: un ecosistema unico, con varietà autoctone e un sapere tramandato di generazione in generazione.

Il cappero di Salina, in particolare, è noto per la sua consistenza carnosa e il sapore pungente ma equilibrato. Raccogliere i boccioli del fiore del cappero all’alba, salarlo, lasciarlo fermentare: tutto è fatto a mano, con cura e pazienza.

Chi ha avuto modo di lavorare alle isole Eolie lo sa bene: c’è un legame profondo tra il territorio e i suoi frutti. Coltivare capperi significa rispettare i ritmi della natura, il vento salmastro, le albe in collina. Non è solo lavoro: è una forma di vita. La nuova generazione di produttori sta investendo non solo nella qualità, ma anche nella comunicazione e nella distribuzione del cappero eoliano, rendendolo protagonista anche oltre i confini delle isole.

Tradizioni che resistono: i capperi tra cucina e sapere popolare

In una delle isole più suggestive dell’arcipelago, i cucunci – ovvero i frutti del cappero – sono considerati una vera delizia. Ma cosa sono i cucunci, esattamente? Si tratta dei frutti maturi della pianta del cappero, dalla forma allungata e dal sapore più delicato rispetto ai boccioli. Nelle tavole eoliane non mancano mai, specie in estate.

Se ti stai chiedendo come conservare i cucunci sott’aceto, la risposta è semplice: dopo la raccolta, vanno lavati, sbollentati e messi in barattolo con aceto, acqua e aromi. La ricetta cucunci sott’aceto è una delle più amate dai locali, perfetta per accompagnare antipasti e piatti di pesce.

Non solo conservazione, ma anche cucina. La raccolta dei capperi avviene da maggio a settembre, ed è proprio in questo periodo che le ricette si moltiplicano: dalla ricetta del pane cunzato, tipico pane condito con olio, pomodori, acciughe e capperi, sono ricette tramandate tra le famiglie locali, fino alla famosa pasta all’eoliana, un tripudio di ingredienti mediterranei: capperi, olive, pomodorini, aglio e origano.

Cosa comporterà questo accordo per i prodotti a marchio italiano?

Rappresenta una porta aperta per la valorizzazione di tanti altri prodotti italiani di nicchia. Con lui, entrano nei menu anche i Peperoni di Senise IGP e il Provolone Valpadana DOP, a dimostrazione di un’attenzione crescente verso le eccellenze locali.

Un cappero o un cucuncio nel panino, dunque, può significare molto di più: è l’inizio di un dialogo nuovo tra cucina popolare e grande distribuzione. E forse, da oggi, ordinando un McChicken, ci troveremo a pensare anche al profumo del mare e ai muretti a secco di Salina.

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